La Convenzione in Pillole

25/05/2025

La nuova Convenzione Farmaceutica, sottoscritta da SISAC, Federfarma e Assofarm, regola i rapporti tra le farmacie e il Servizio Sanitario Nazionale, rendendo possibile il ritiro dei medicinali, con oneri a carico del SSN, ad esclusione del ticket se dovuto, e l’accesso ad alcune prestazioni sanitarie. La Convenzione è uno strumento essenziale per garantire la capillarità dell’assistenza sanitaria sul territorio e dare concreta attuazione alla Farmacia dei Servizi, come previsto nel 2009 con il decreto legislativo n. 153, integrato successivamente dalla normativa che consente la somministrazione in farmacia di test e vaccinazioni. Essa disciplina i servizi che le farmacie possono offrire in regime SSN, sulla base di protocolli operativi regionali (Accordi Integrativi Regionali), definendo i requisiti logistici e gli standard di qualità per l’erogazione dei nuovi servizi, e prevedendo, tra l’altro, che “le farmacie assicurano l’utilizzazione di test e dispositivi strumentali conformi alla normativa di riferimento e che abbiano le caratteristiche minime di sensibilità e specificità definite dal Ministero della salute e dalle altre Autorità competenti, compresi i test ad uso professionale classificati come NPT e POCT”. Si tratta di test effettuabili al di fuori di un laboratorio, da parte di un operatore sanitario. La Convenzione prevede che, a seguito dell’esecuzione di un test diagnostico, il farmacista rilasci al cittadino un attestato scritto con l’esito dell’esame contenente data, tipologia di test, dispositivo utilizzato. Non si tratta di un referto con diagnosi medica, ma di un documento che certifica l’avvenuto test.

Tra le novità introdotte spicca l’istituzione di un Fondo regionale di solidarietà, un sostegno concreto alle farmacie rurali e periferiche a bassissimo fatturato che operano in territori con bassa densità abitativa o in aree remote, garantendo un presidio sanitario indispensabile e vicino ai bisogni delle comunità più fragili. Dalle vaccinazioni alla telemedicina, fino all'assistenza domiciliare: la farmacia si conferma così presidio sanitario di prossimità, accessibile e integrato nel sistema sanitario nazionale. 

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